Ascesso anale e Fistola


L’ascesso anale è un’infezione che si manifesta come una cavità colma di pus e che si forma nella regione circostante l’orifizio anale. Rappresenta la fase acuta di un’infezione che origina dalle ghiandole secernenti muco presenti nel canale anale insinuandosi tra gli sfinteri anali e dando origine di frequente ad una fistola anale. La fistola perianale è un sottile tramite che mette in comunicazione il retto con la cute della zona perineale. Il loro tragitto è molto importante perché il trattamento varia in relazione alla quantità di muscolo di sfintere coinvolto.

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Queste due infezioni vengono considerate come due stadi di una stessa malattia. Per curare un ascesso anale è necessario inizialmente rimuovere il pus presente nella cavità infetta.

Questa semplice operazione può essere fatta ambulatorialmente dal medico con un semplice anestetico locale. Tuttavia, se l’ascesso è più profondo o se il paziente è affetto da infezioni più serie, può essere necessaria l’ospedalizzazione e un diverso tipo di anestesia. Se viene trattato in maniera adeguata non da luogo a recidive. La cura della fistola e’ più complessa e richiede una competenza specialistica. Anche se la chirurgia della fistola di solito è relativamente semplice, la probabilità di complicanze esiste, ed è pertanto preferibile che questo tipo di intervento venga eseguito da uno specialista in chirurgia dell'Apparato Digerente. L’intervento per la fistola può essere eseguito dal Dott. Alessandro Arturi, in contemporanea a quello per l’ascesso, anche se le fistole spesso si sviluppano 4-6 settimane dopo che un ascesso viene drenato, talvolta anche mesi o anni più tardi. Per le fistole sottomucose e quelle che coinvolgono una piccola porzione dello sfintere, l'intervento consiste nella fistulotomia: incisione e messa a piatto del tramite fistoloso con guarigione della ferita chirurgica per “seconda intenzione” (dall’interno verso l’esterno). Al contrario, le fistole che coinvolgono una grossa quota di sfintere anale, le cosiddette fistole transfinteriche o “alte”, vengono trattate in più tempi, in quanto il trattamento in un tempo avrebbe come conseguenza il danneggiamento dello sfintere anale e quindi l'incontinenza fecale. Dunque il proctologo posiziona  in un primo tempo chirurgico, previa accurata identificazione del tramite fistoloso, un drenaggio o setone nella fistola e lo mette in tensione ad intervalli di tempo, durante visite ambulatoriali, al fine di sezionare lentamente lo sfintere anale permettendo la guarigione graduale della fistola senza sacrificare l'apparato sfinteriale. Il trattamento con setone dura alcuni mesi durante i quali il paziente può svolgere le normali attività quotidiane. Questo trattamento e spesso è poco gradito dal paziente. Il setone può anche essere posizionato allo scopo di drenaggio per 4-6 settimane per poi consentire un secondo trattamento chirurgico.  

Di grande rilevanza scientifica, per il trattamento delle fistole perianali semplici, è il FAP (fistula anal plug).  Consiste in un cilindro progettato per adattarsi al tramite anale della fistola.

La sua struttura facilita la generazione di nuovo tessuto che va a riempire completamente il tratto della fistola anale.

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