Il dottore risponde – Dott. Alessandro Arturi Resp.le Unità Operativa Semplice (UOS) Chirurgia Oncologica Mininvasiva presso Ospedale S. Pietro Fatebenefratelli -Roma-
Specialista in Chirurgia Dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva Chirurgica

Informazioni sugli esami diagnostici

I pazienti prima e dopo la visita dal medico si pongono molte domande, tuttavia non se la sentono di farle ai medici per farsi spiegare la situazione.

Per potervi offrire un trattamento completo ed eliminare tutte le vostre incertezze, il Dott. Alessandro Arturi vuole cercare di rispondere in questa sede alle domande che vengono poste più di frequente.

Colonscopia:

Che cos’è

Gastroscopia:

Che cos’è

Consigli Utili: mali di stagione, disturbi lievi e passeggeri.

D’Inverno

1.     Quali regole seguire per prevenire l’influenza?

Occorre evitare gli sbalzi di temperatura poiché espongono più facilmente l’individuo alle infezioni. Evitare poi gli affollamenti, specialmente  quando circola il virus dell’influenza (tra dicembre e marzo).
Quando si è a contatto con un numero elevato di persone (ad esempio sul bus, in metropolitana, in un locale affollato), attraverso lo starnuto o il colpo di tosse si possono facilmente trasmettere i virus. Coloro che sanno di avere tosse e raffreddore devono coprire la bocca poiché attraverso la bocca vengono emesse le goccioline che trasmettono i virus respiratori. La distanza critica è di 1 metro. Oltre il metro il virus o il batterio difficilmente si può trasmettere.

2.     Come riconoscere l’influenza e distinguerla dai sintomi parainfluenzali?

L’influenza vera e propria è causata da suoi specifici ceppi virali, che di solito circolano nel nostro emisfero da dicembre a marzo. I pazienti colpiti da influenza presentano 3 sintomi:

  • Febbre alta (oltre i 38°)
  • Almeno un sintomo respiratorio (naso che cola, mal di gola, tosse)
  • Almeno un sintomo generale (dolori ossei, articolari e muscolari, astenia, profonda prostrazione, mal di testa)

A differenza dell’influenza, le infezioni delle vie respiratorie non presentano mai questi tre sintomi insieme: si possono invece presentare, per esempio, febbre e un sintomo respiratorio o raffreddore e un sintomo generale non riguardante le vie respiratorie.

3.     Quali sono i farmaci di automedicazione da impiegare contro i sintomi influenzali?

Sia l’influenza sia le infezioni delle vie respiratorie possono essere trattate con i farmaci sintomatici (cioè farmaci che alleviano i sintomi), quelli di automedicazione (anti febbrili, anti infiammatori non steroidei, sciroppi contro la tosse etc).

Alcuni di questi farmaci hanno un’azione positiva sia sui sintomi sia sulla febbre.

Per quanto riguarda l’influenza, vi è inoltre la disponibilità dei farmaci antivirali, farmaci che possono essere assunti solo sotto prescrizione medica.

Le linee guida internazionali indicano il trattamento con farmaci antivirali in caso di influenza solo in presenza di forme severe, pazienti portatori di patologie croniche, in cui l’influenza può scatenare complicanze gravi.

A differenza dei farmaci antivirali, il vaccino anti-influenzale può essere utilizzato solo come misura preventiva.

Occorre ribadire che il vaccino ha effetto solo ed esclusivamente per il trattamento del virus dell’influenza e quindi non ha alcuna efficacia sugli altri virus che colpiscono le vie respiratorie (compreso il raffreddore).

4.     Nel curare l’influenza da soli si possono commettere errori?

Prima di tutto, non bisogna mai assumere un mix di terapie. Il miscuglio di sostanze espone la persona a effetti collaterali importanti.

Occorre iniziare il trattamento con ciò che è stato consigliato dal farmacista o, nei casi più seri, prescritto dal medico, senza cambiare la dose prescritta.

Se si decide, per esempio, di integrare il trattamento con un ricostituente o un anti tosse, bisogna sempre rivolgersi al consiglio del farmacista.

La vaccinazione influenzale dovrebbe invece essere effettuata nel periodo di novembre (mese vaccinale) nei seguenti casi:

  • Soggetti anziani
  • Categorie a rischio
  • Operatori sanitari

Il vaccino rappresenta un rimedio disponibile per tutti gli adulti che desiderino evitare la malattia. Le campagne vaccinali tuttavia si rivolgono in particolare alle seguenti categorie:

  • chi ha più di 65 anni di età
  • chi soffre di patologie croniche respiratorie e cardiache.

Occorre poi buon senso, chi è vicino per esempio a persone a rischio può diventare un possibile untore e quindi la vaccinazione aiuta a fare barriera. Il vaccino è un’assicurazione contro le complicanze dell’influenza, ma non ha efficacia contro i virus parainfluenzali. Per questo motivo è complementare all’automedicazione, soprattutto nel momento critico della pandemia.

5.     La febbre, perché compare e di cosa si tratta?

Con il termine febbre si intende l’innalzamento della temperatura corporea oltre i limiti fisiologici di 36-37 gradi centigradi. In realtà, il rialzo della temperatura rappresenta soltanto un sintomo e, come tale, deve essere valutato in rapporto alla patologia che ne rappresenta la causa. Le cause che possono provocare la febbre sono molte: virus, batteri e loro tossine, parassiti, reazioni immunitarie, ormoni. La presenza di microbi provoca dei meccanismi di difesa da parte dell’organismo che fanno aumentare la temperatura di qualche grado oltre il normale. Tale innalzamento impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi e, quindi, il protrarsi della malattia.

La febbre viene definita: debole, fino a 38,5 °C; moderata, fino a 39,5 °C; forte, fino a 40,5°C; fortissima, oltre 40,5 °C. In quest’ultimo caso, si mostrano segni di confusione mentale sino al delirio. Quindi, la febbre è un segnale di una malattia in atto e se la si sa interpretare può indicare anche che cosa la causa. E’ importante sapere, che la febbre non sale indefinitamente, ma si attesta ad un livello massimo correlato con la malattia in atto. Soprattutto nel caso dei bambini, l’intensità della febbre non è strettamente correlata ad una maggiore gravità della patologia. E’ comunque consigliabile rivolgersi sempre al pediatra.

6.     Come si cura?

Se la febbre è alta, persistente o accompagnata da altri sintomi come nausee, mal di gola, dolore, gonfiore o eruzioni cutanee è meglio consultare il medico.

I pazienti con una temperatura inferiore a 37,8 °C che non presentano altri sintomi, devono stare a riposo, non troppo coperti e bere molto.

Quando la temperatura supera i 38 °C è possibile iniziare una terapia antipiretica (antifebbrile), accompagnata eventualmente da spugnature con acqua tiepida. I farmaci antipiretici, come il paracetamolo e l’acido acetilsalicilico, agiscono sul centro di regolazione del calore corporeo situato a livello del sistema nervoso centrale e determinano una diminuzione della temperatura tramite abbondante sudorazione.

Per reintegrare i liquidi perduti si consiglia di bere molto, soprattutto spremute di agrumi che, oltre ai sali, forniscono un supplemento di vitamina C, utile a superare le malattie di base. 

A Tavola

Il dottore risponde – Dolore allo stomaco?

E’ noto come “gastralgia”, un nome generico sotto il quale vengono classificate varie affezioni , normalmente chiamate gastriti,  iperacidità gastrica, bruciori di stomaco, dispepsie, reflusso gastro-esofageo. In condizioni fisiologiche, lo stomaco è protetto da una barriera denominata mucosa gastrica, la cui integritàè mantenuta da meccanismi difensivi in grado di contrastare i fattori aggressivi.

Quando gli “aggressori” riescono a prevalere sui meccanismi difensivi naturali, si instaurano stati patologici con manifestazioni da lievi a gravi.

Molti possono essere i fattori aggressivi: eccessiva o non corretta alimentazione, abuso di alimenti e bevande irritanti quali caffè, alcol, cioccolata, alcuni tipi di farmaci (per esempio i Fans), stress, stati di affaticamento, fumo.
 

Come si manifesta la gastralgia
 

I sintomi della gastralgia sono diversi, a seconda della specifica patologia instauratasi:

  • Dispepsia: causa an’alterazione dei processi digestivi con rallentato svuotamento gastrico che comporta bruciori di stomaco, rigurgito, sensazione di pienezza gastrica o tensione addominale, eruttazioni e aerofagia, alito cattivo, nausea;
  • Gastrite acuta: si può avvertire dolore localizzato allo stomaco e alla regione superiore dell’addome, può esservi anche nausea; più raramente vomito e manifestazioni emorragiche;
  • Iperacidità gastrica: può danneggiare anche la mucosa del primo tratto intestinale (duodine), data la vicinanza di duodeno e stomaco, con sintomi molto simili all’ulcera duodenale vera e propria, quali dolore epigastrico, acuto e bruciante, aumento della pressione addominale (la comunemente detta “pancia gonfia”), con senso di gonfiore avvertito a distanza dai pasti, spesso durante la notte.

Farmaci di automedicazione più adatti a curarla

La prevenzione è importante e quindi è bene seguire una dieta varia e moderata e adottare stili di vita più sobri.

L’impiego di farmaci serve a correggere lo squilibrio tra i sopra citati fattori aggressivi e difensivi della mucosa. Ridurre il fattore aggressivo più importante, costituito dall’acidità gastrica, oppure, in alterantiva, aumentare le difese della mucosa.

L’acidità gastrica è neutralizzata da farmaci antiacidi (acido citrico, bicarbonato di sodio, carbonato di calcio, citrati di sodio, composti di alluminio e magnesio, magaldrato) oviene ridotta con farmaci antisecretori, come gli anti-H2 (cimetidina, famotidina, ranitidina) e gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo).

Ci sono poi i procinetici, anch’essi farmaci di automedicazione, denominati così perché aumentano la motilià della muscolatura liscia dell’apparato digerente, accelerando i tempi di transito e normalizzando lo svuotamento gastrico.

Tra i principi attivi comunemente consigliati vi sono metocloppramide cloridrato e domperidone.

Entrambi hanno anche un effetto anti-nausea. E’ importante sapere che si tratta di farmaci per un trattamento sintomatico di breve durata.

Se i sintomi dovessero persistere o in presenza di manifestazioni più serie  (perdita di peso non volontaria, frequenti episodi di vomito, disfagia (difficoltà a deglutire), emissione di sangue con il vomito, feci scure, è necessario rivolgersi al più presto al medico per appurare la causa dei disturbi lamentati ed impostare la terapia più adatta.

I pro cinetici come domperidone metoclopramide non dovrebbero essere utilizzati in pazienti con crisi epilettiche, emorragie, blocco o perforazione intestinale, tumori dell’ipofisi e del surrene.

Evitare inoltre l’uso concomitante di farmaci che agiscono sul sistema nervoso. I farmaci che agiscono sull’acidità gastrica possono alterare l’assorbimento di altri medicinali se assunti in tempi ravvicinati.

Stipsi e stitichezza: Quando preoccuparsi realmente?

La stipsi (stitichezza) è un disturbo molto comune, soprattutto nelle donne e nelle persone sopra i 65 anni di età.

Considerando che la maggior parte delle persone libera l’intestino almeno tre volte la settimana, è stato stabilito che si può parlare di stipsi quando la frequenza è inferiore a tre volte la settimana.

La stitichezza, nella maggior parte dei casi, è il risultato di un disturbo funzionale della motilità del colon (porzione finale dell’intestino); qualora tuttavia insorga rapidamente o si manifesti accompagnata da disturbi quali ad esempio intensi dolori addominali, nausea e presenza di sangue nelle feci, è opportuno rivolgersi al medico.

La stipsi è caratterizzata anche da altri fattori oggettivi e soggettivi, quali l’eccessiva consistenza delle feci, la difficoltà ad evacuare, la presenza di dolore alla defecazione, la sensazione di incompleta evacuazione.

Link Utili

BLSD e gestione delle emergenze

Il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) è l’insieme delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare (massaggio cardiaco e respirazioni bocca a bocca) che forniscono supporto alle funzioni vitali di base a una persona che si trovi in arresto cardiaco, in attesa dell’arrivo del defibrillatore.
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