Tumori dello Stomaco


I tumori dello stomaco originano nella maggior parte dei casi dalla mucosa (la parte più interna della parete gastrica) e vengono definiti adenocarcinomi; meno frequentemente nascono dagli strati più profondi della parete (GIST, sarcomi), dal tessuto linfatico (linfomi) e, più raramente, da cellule che producono ormoni (carcinoidi).

E' uno dei tumori maligni più frequenti; rappresenta ancora la seconda causa più comune di morte per tumore nel mondo, ed il 30% delle morti oncologiche. È piuttosto raro che il tumore allo stomaco colpisca soggetti con meno di 40 anni (solo il 5% di tutti i casi) e la frequenza della malattia aumenta nelle età successive, raggiungendo l'incidenza più alta intorno ai 70 anni maggiormente più gli uomini che le donne.

Il tumore gastrico ha una sua distribuzione geografica: l’incidenza è più alta nei paesi asiatici (Giappone, Cina, Corea) e generalmente bassa nei paesi occidentali (USA, Europa).


L’Adenocarcinoma Gastrico, crescendo, coinvolge precocemente i linfonodi adiacenti lo stomaco e solo più tardivamente può invadere organi vicini, come il pancreas, il colon, la milza ed il fegato. Attraverso il sangue può poi metastatizzare in organi distanti, come polmone e fegato, mentre con meccanismi diversi si può estendere anche al peritoneo, una delle sedi più frequenti e spesso causa di non operabilità della malattia.

I principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore gastrico sono:


Ø  dieta ricca di cibi salati ed affumicati
Ø  infiammazione cronica dello stomaco, frequentemente associata da Helicobacter pilori (Hp)
Ø  storia familiare di cancro dello stomaco
Ø  fumo
Ø  polipi gastrici
Ø  pregressa resezione gastrica per ulcera


Sono correlati alla sede del tumore: più evidenti nelle sedi dove lo stomaco è più stretto, come all’ingresso (cardias) o alla fine (piloro).

In genere i sintomi sono scarsi e poco significativi nelle forme iniziali tipo: difficoltà nella digestione, eruttazioni postprandiali,  senso di riempimento precoce.

Nausea, dolore gastrico, vomito, dimagramento e stanchezza sono in genere segni di neoplasia più avanzata.

 

Rimuovere il tumore con un intervento chirurgico in molti casi è la prima cosa da fare per curare la malattia. Con una  diagnosi precoce e in caso di massa tumorale piccola e circoscritta, l'intervento chirurgico  può, in associazione con cicli di PCT (Chemioterapia), essere in grado a guarire dal cancro.

 

La Chemioterapia ha il fine di eliminare le cellule tumorali che possono diffondersi attraverso il circolo ematico e/o linfatico in altre parti del corpo metastatizzando su organi quali Fegato, Polmoni, ecc.

 

In sintesi, l’'intervento chirurgico è indicato per:


Ø  rimuovere tumori sufficientemente localizzati e in fase non troppo avanzata;
Ø  rimuovere metastasi isolate, per esempio quando siano localizzate al fegato;
Ø  diminuire i sintomi provocati dalla compressione degli organi circostanti e migliorare la qualità di vita del paziente, anche quando non è possibile l'eradicazione completa del tumore.

 

In genere non si consiglia l’intervento quando:


Ø  Il tumore è molto esteso e la malattia è in fase avanzata. In questi casi è meglio ricorrere a terapie alternative (Chemioterapia, Terapia Antalgica, ecc);

Ø  Il tumore è localizzato in una posizione  per cui l'intervento chirurgico rischierebbe di danneggiare gravemente importanti organi limitrofi, per esempio grossi vasi sanguigni.




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