Anatomia e tecnica chirugica del Grosso Intestino. Dr. Alessandro Arturi Ospedale San Pietro Fatebenefratelli Roma – IPAS Chirurgia Epatobiliare e Pancreatica – Corso ADK Colon e Retto 11 maggio 2018

A livello del retto sono presenti anastomosi tra le arterie emorroidarie superiori (circolo mesenterico) e le arterie emorroidarie medie e inferiori (circolo pelvico).

Il plesso venoso pelvico è raffigurato quando si espone la tecnica degli interventi “nerve sparing”.

Colon destro

È costituito dal Cieco e dal colon ascendente, il quale si continua nel colon trasverso a livello della flessura epatica.

Dalla faccia mediale del cieco si distacca l’appendice vermiforme, ormai ciò che resta di uno stomaco che avevamo negli stadi precedenti dell’evoluzione.

A volte essa si può infiammare causando dolore e necessitandone l’asporto.

Essa varia anche nella posizione: Il punto di Mc Burney ne permette la palpazione. Esso si trova sul piano che collega l’ombelico alla spina iliaca superiore anteriore di destra: diviso in tre parti esso è il punto che divide il primo terzo con il secondo.

Il piano di separazione tra cieco e colon discendente è un piano passante per il labbro superiore della valvola ileo-cecale.

Colon ascendente: lungo 15-20 cm termina con la flessura sotto-epatica o di destra,e se vuoto è rivestito interamente da peritoneo, altrimenti la faccia posteriore è scoperta. Esso è vascolarizzato da arteria colica di destra e dall’arteria ileo-colica. La vena che diparte è la colica di destra che sfocia nella mesenterica superiore. L’innervazione avviene grazie al plesso mesenterico superiore.

Colon trasverso

Dall’ipocondrio destro, attraversando l’epigastrio, passa all’ipocondrio sinistro, fino alla parte inferiore della milza (flessura splenica), dove volge repentinamente nel colon discendente.
Il peritoneo avvolge tutto il colon, formando un mesenterio che lo lega alla parete addominale posteriore (mesocolon trasverso).

Anatomia e tecnica chirugica del Grosso IntestinoIl cancro del Colon Retto

È la più comune neoplasia dei paesi sviluppati ed è responsabile di circa il 10% dei decessi per tumore maligno.

Si manifesta a tutte le età, ma è più colpita la sesta e la settima decade. Colpisce i due sessi quasi con la medesima frequenza, ma è più comune nel maschio.

Nel 2000 in Italia 37.733 nuovi casi di cui 20.457 maschi e 17.276 donne.

E’ stato responsabile di 16.646 morti; per il 73% dei casi il cancro si è avuto nel colon e nel 27% nel retto.

Per quanto concerne l’età nel 3% dei casi erano soggetti con < 49 aa; 50-29 aa 9%, 60-69 aa. 20%, 70-79 34%, 80 e + 33%.

Non è stata individuata un’unica causa ma le ricerche hanno portato ad acquisizioni importanti.

  • La genetica della poliposi familiare adenomatosa (FAP)
  • la conoscenza degli oncogèni e dei geni di soppressione tumorale hanno permesso di capire che il locus p53 sul cromosoma 17 è anormale nel 70% dei casi.
  • Nella maggior parte dei tumori sono presenti almeno 2 alterazioni cromosomiche.

Altre condizioni associate a rischio di neoplasia colonrettale sono:

  1. la sindrome di Peutz-Jeghers,
  2. la poliposi giovanile.
  3. Crohn e RCU sono patologie ad alto rischio di cancro.

Approfondisci l’argomento guardando il video della presentazione qui di seguito.

Per ulteriori informazioni o per fissare un appuntamento, visita la sezione Contatti